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4 Settembre 2007

La Duchessa della birra

Chi parla ancora di birra al singolare e crede che la bevanda di Gambrinus non riservi particolari sorprese dovrebbe provare la Duchesse de Bourgogne, una delle numerose proposte della selezione Bièrethèque Restaurant in materia di birre ad alta fermentazione rifermentate in bottiglia.

Assaggiare la Duchesse de Bourgogne, una birra da meditazione a tutti gli effetti, non è un’esperienza alla portata di tutti. La degustazione è però capace di riservare reazioni intense a chi è in grado di apprezzarne le caratteristiche e si trova in sintonia con esse. A partire dall’elegante etichetta, per passare all’aspetto rosso-bruno che ricorda legni pregiati, fino alle particolari note agrodolci dell’aroma, la Duchesse de Bourgogne è una birra nata per stupire.
La Duchesse de Bourgogne viene fatta a Vichte, sulla frontiera franco-belga, 40 chilometri a nord est di Lille, alla brasserie Verhaeghe.
È una delle esponenti di punta dello stile birrario comunemente noto come “rossa delle Fiandre”, originario delle Fiandre sudoccidentali. Le rosse delle Fiandre sono birre molto complesse, dagli aromi penetranti, agri e fruttati, il cui tasso alcolico generalmente oscilla fra i 4 e gli 8 gradi in volume.
La giusta temperatura di servizio è fra gli 8 e i 12 gradi, mentre i bicchieri consigliati per la degustazione sono quelli a tulipano o quelli a coppa tipo Cognac. Ciò che rende speciale la Duchesse de Bourgogne è il processo di produzione, in cui vengono miscelate due birre diverse, una più giovane e una più vecchia. Si tratta di un procedimento che da un lato arricchisce la gamma gustativa della bevanda, dall’altro la rende più armoniosa, smussando le note più estreme.
Lo stesso sistema viene usato per quelle particolari birre a fermentazione spontanea, sempre di produzione belga, chiamate Gueuze. E che la Duchesse de Bourgogne abbia qualcosa in comune con le birre a fermentazione spontanea lo confermano anche le sue note acidule, che ricordano un po’ lo stile Lambic.
Ma il gioco dei rimandi non finisce qui.
La Duchesse de Bourgogne, per la sua leggera astringenza e i suoi sentori di mela, può ricordare nel gusto anche un buon sidro. Quanto basta, insomma, per convincere anche i più scettici di come l’universo birra sia vasto e sfaccettato. Un’altra caratteristica importante della Duchesse de Bourgogne, che contribuisce a conferire a questa birra una personalità così spiccata, è la sua conservazione in botti di rovere. Il risultato finale di questo complicato processo di produzione e degli speciali ceppi di lievito in esso utilizzati è una birra dall’aroma dolce, acetico e fruttato, con note di mela, lampone, spezie e caramello nel retrogusto.
Il grado alcolico è di 6,2 in volume.

Queste caratteristiche rendono la Duchesse de Bourgogne particolarmente adatta all’abbinamento con alcuni piatti.
Fra gli antipasti si sposa felicemente al pesce con salse aromatizzate alle erbe, salumi, paté; si accosta bene inoltre con primi e secondi piatti dai grassi abbastanza percettibili, frittate alle erbe e formaggio, carni bianche o rosse grigliate con erbe aromatiche, formaggi stagionati.

Ma andiamo infine a scoprire la storia della Duchessa di Borgogna che dà il nome a questa birra così particolare, e che figura nell’affresco riprodotto sull’etichetta.
Si tratta di Maria di Borgogna, figlia di Carlo il Temerario e di Isabella di Borbone. Nata a Bruxelles nel 1457, divenne pretendente al titolo di imperatrice dell’Impero Germanico nel 1477, allorché all’età di vent’anni sposò l’imperatore Massimiliano I, portandogli in dote il Ducato di Borgogna e la Contea delle Fiandre. Ciò fece di Maria di Borgogna l’imperatrice più potente e ricca d’Europa. La duchessa fu anche la nonna materna dell’imperatore Carlo V.