31 Ottobre 2005
In Belgio...a tutta birra!
Il 2005 è stato decretato in Belgio anno della birra. Un'occasione unica per scoprire, attraverso percorsi ad hoc ed una carrellata di manifestazioni primaverili ed estive senza precedenti, i luoghi e i segreti dei pionieri della birra belga. E' nell'antica Gallia, infatti, che le famiglie inventarono le botti in legno per far fermentare la birra e diedero origine al nome "brasserie" chiamando "brace" il malto. Se oggi la birra è sinonimo di allegria mondana, non tutti sanno che è dai luoghi sacri che il gusto per la bevanda si è diffuso nelle campagne prima di raggiungere le città. Negli anni bui del Medioevo la tradizione birraiola si è conservata e tramandata nelle abbazie sparse nei boschi della Vallonia. Ed è proprio la dimensione "sacra" e al tempo stesso fortemente radicata alla terra a rendere speciale la birra in questo paese. Bionda, ambrata o bruna, amara, dolce o acida... ciascuna birra del Belgio, di città in villaggio, evoca un aspetto particolare della sua regione natale: a volte un pezzo di storia o una leggenda, a volte il legame con le tradizioni locali. Bruxelles si differenzia dal resto del Paese soprattutto per le sue birre acide nate dal "lambii" e caratterizzate da una fermentazione spontanea senza lievito. La Vallonia, invece, privilegiata dalle sue sorgenti d'acqua eccezionalmente pura, spumeggia di birre dal carattere forte. Ci fu un'epoca in cui il Belgio contava più brasseries che chiese, in cui ciascuna casa diventava quasi un piccolo centro di produzione di birra. Dal '700, epoca d'oro della birra, la potente e ricca corporazione dei maestri birraioli è cresciuta fino a contare oltre 3000 brasseries ai primi del '900. Le guerre napoleoniche prima, poi quelle mondiali e le leggi spietate del mercato ne hanno ridotto il numero a un centinaio. Da Bruxelles, per tutto il 2005, sono possibili numerose escursioni da combinare certamente con le soste alle varie abbazie-brasseries. Non si possono assolutamente tralasciare i monasteri e le abbazie, quindi, luoghi ricchi di mistero in cui la birra da profana diventa sacra. Ne è un esempio l’Abbazia di Villers-la-Ville: in quello che costituisce uno dei massimi esempi di complessi monastici cistercensi, fondato nel 1146, è ancora possibile visitare l’antica brasserie creata nel 16° secolo. L’abbazia di Villers-la-Ville è uno dei massimi vertici della dedizione monastica alla produzione della birra, che iniziò subito dopo la caduta dell’Impero romano. Quando nel 7°-8° sec. la Chiesa assunse il controllo delle terre, i monaci s'interessarono presto alla bevanda per farne un'attività economica di sussistenza. Ma, si dice, anche per allettare il loro stesso palato. La "strada delle abbazie" prosegue nei dintorni della città di Namur, a Notre-Dame de Leffe, Maredsous e Floreffe, tutte e tre dedicate alla produzione di birre dal nome omonimo. Immancabile la visita al monastero trappista, leggenda storica della birra: l'Abbazia di Notre Dame de Scourmont, fondata il 25 luglio 1850 da un gruppo di 17 monaci trappisti a pochi chilometri dal confine francese, in un terreno donato loro dal Principe di Chimay. Nel 1860 i monaci battezzavano una prima birra secondo il metodo di fabbricazione trappista. Iniziava così, per rispondere alle esigenze interne e per il sostentamento della comunità locale, un'avventura del gusto unica, sorretta da una vocazione imprenditoriale fuori dal comune. I primi ambasciatori della bevanda furono gli stessi fedeli dei vicini villaggi, tanto entusiasti da renderne necessaria la distribuzione nel mercato. La birra è figlia dei metodi, degli orari e della riservatezza dei monaci, ma anche figlia dei luoghi, delle risorse, delle tradizioni di questa parte di Vallonia che quasi tocca la Francia. Oggi Chimay affianca alla tradizione dei moderni e funzionali impianti di produzione che ne hanno determinato un crescente successo mondiale. Un successo che però non si è realizzato a discapito della qualità: la Birra di Chimay può fregiarsi del logo esagonale nero bordato di bianco dell'Autentico prodotto Trappista, privilegio di sole altre cinque Abbazie cistercensi nel mondo. Le ricette di queste birre sono avvolte dal mistero: i monaci mantengono gelosamente segreta la ricetta come il moderno impianto in cui si fabbrica la bevanda. La prima gelosa figlia del monastero è la Chimay rossa, o Premiere nella bottiglia da 75 cl. Una birra ramata, dalla schiuma cremosa e dal gusto fruttato. Molto dolce, si esalta servita a temperatura di cantina. Poi è venuta la Chimay blu, o Grande Riserve. Una birra scura, più forte della rossa (9% di alcool) dall'aroma potente al lievito fresco e dal sapore complesso, che matura negli anni. Infine l'ultima nata: la Chimay bianca, o Cinq Cents. Una bionda con carattere (8% di alcool) da bersi comunque giovane. Si presenta con una schiuma fine, che libera un aroma di luppolo fresco e lievito e dal gusto fruttato con tocchi di moscato ed uvetta. Va bevuta più fresca, a 6-8º. Per informazioni sugli itinerari e le manifestazioni consultate il sito www.biere2005.be .
|